Archive for the ‘accessibilità’ Category

Soluzioni sostitutive delle finestre modali

11 febbraio, 2009

Se lo scopo è deviare l’attenzione dell’utente su una porzione di informazione contenuta nella finestra modale, l’artificio potrebbe essere:

  • utilizzare un messaggio visivo (freccia, box, riquadro) a comparsa nel contenuto (usando <div> nascosti), esattamente laddove l’informazione è necessaria.

Se lo scopo è bloccare l’azione finchè l’utente non inserisce alcuni dati o non inserisce alcuni bottoni (password ecc…), l’artificio potrebbe essere:

  • presentare un messaggio d’errore contestualmente, colorato ed evidente e accertarsi di mantenere i dati fino lì immessi dall’utente.

Se lo scopo è presentare un insieme di funzionalità azionabili (ad esempio una finsetra con un insieme di opzioni di preferenza) che abbiano effetto sulla finestra genitore, allora l’artificio potrebbe essere:

  • utilizzare un layer a comparsa o preferire una soluzione tipo lightbox, senza moltiplicare questeb finestre oltre misura.

Se lo scopo è informare l’utente circa l’irreversibilità di un’azione (chiedendo all’utente ad esempio se è sicuro di voler continuare), allora l’artificio potrebbe essere:

  • evitare operazioni irreversibili, minimizzare la dimensione e la rilevanza dei bottoni dagli effetti distruttivi, fornire undo o chiari messaggi su quello che si è fatto o su quell che si sta per fare.

Se lo scopo è presentare messaggi all’utente, allora l’artificio potrebbe essere:

  • utilizzare messaggi contestuali in pagine successive a quelle d’azione e valutare l’uso di messaggi transitori.

Usabilità delle “finestre modali”

11 febbraio, 2009

Nel linguaggio delle interfacce e del web design le finestre modali sono considerate come delle finestre “figlie”, generate cioè da una finestra “genitore”, che apparendo sullo schermo (e sovrapponendosi alla finestra che le ha generate) impediscono l’interazione con il contenuto “in secondo piano”. Quando compare una finestra modale, pertanto, l’utente è obbligato ad interagire con questa se vuole tornare al contenuto della finestra che l’ha generata. Non tutte le finestre sono modali: lo sono solamente quelle che impediscono il funzionamento di quelle che le hanno generate.

In genere, le fonestre modali servono a:

  • Catturare l’attenzione dell’utente sulla porzione di contenuto della finestra modale;
  • Bloccare il flusso di interazioni affinche l’utente inserisca dei dati;
  • Offrire alcune funzionalità che l’utente deve attivare se vuole inrteragire correttamente o in maniera ottimale con la finestra genitore;
  • Fornire un’infomrazione “sensibile” (ad esempio l’irreversibilità di un’operazione o di una transazione).
Le finestre modali sono in genere criticate dagli esperti di usabilità, in quanto disturbano l’utente senza ottenere realmente quello per cui sono state progettate. Alcuni esperti consigliano di abolire le finestre modali quando servono ad avvertire l’utente che sta compiendo operazioni irreversibili, perchè sono troppo intrusive e a rischio d’errore. Sarebbe meglio proporre degli undo (cioè dare la possibilità di annullare l’ultima azione), qualora si accorgano che le conseguenze dell’azione non erano quelle desiderate.

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Aziende e Design-for-All

29 gennaio, 2009

Prima dell’era del personal computer non era possibile personalizzare servizi o applicazioni e adattarli ai terminali cosiddetti intelligenti. Non c’era la possibilità di piegare le contingenze dell’ambente alle esigenze dell’utente per una corretta integrazione tra quest’ultimo e la macchina.

I primi elaboratori infatti non potevano mostrare le informazioni di output in modalità differenti, né permettere differenti modi di immissione delle informazioni stesse. Da quando invece i pc sono diventati i nuovi standard informatici, il mondo è cambiato e si sono dischiuse infinite possibilità di interazione per tutti, compresi gli utenti disabili, in precedenza praticamente esclusi dalle magnifiche sorti e progressive garantite dalle nuove tecnologie.

Infatti, se è “facile” progettare e realizzare servizi e applicazioni intelligenti destinate ad utenti esperti e altrettanto “intelligenti”, ci siamo mai chiesti come e cosa è possibile invece agli utenti disabili, per i quali potenzialmente qualsiasi strumento (soprattutto di tipo informatico) potrebbe finire soltanto per limitare le loro già deficitarie capacità di interazione? E, ancora, non sarebbe interessante provare anche solo per un giorno a vestire i panni di un disabile per poter sperimentare in prima persona le difficoltà quotidiane che spesso si rivelano essere insormontabili? E, infine, cosa cosa significa essere (ma, soprattutto, essere etichettato come) un “dipendente disabile”?

E’ necessario sfruttare le enormi potenzialità delle nuove tecnologie per fare in modo che la possibilità di accedere agli strumenti informatici (che ormai sono diventati fondamentali in tutti i campi sociali) venga estesa veramente a tutti.

Design for All vuol dire progettazione di prodotti e ambienti che possano essere usati da tutti, senza dover ricorrere ad adattamenti successivi o progettazioni separate. Questo comporta attenzione iniziale e costante (cioè a monte) verso la progettazione e lo sviluppo di qualsiasi prodotto o servizio. Una questione economica sicuramente (giacchè progettare in modo accessibile già in fase di concept di un prodotto è molto più economico che non essere costretti a interventi successivi di tipo correttivo), ma soprattutto una questione di sensibilità e di cultura aziendale: l’accessibilità è un fatto di mentalità, non una mera applicazione di regole tecniche. Parallelamente, il design for all è una cultura: qualsiasi prodotto o servizio può essere pensato anche per un’utenza “speciale”. Tutto ciò può e dovrebbe essere applicato non solo al processo produttivo (cioè non solo accessibilità e design for all nella progettazione e produzione di applicazioni informatiche), ma anche su una scala macro, ossia a monte del processo produttivo, a tutto il contesto di lavoro, per dare vita in primis ad un’azienda accessibile.

La corretta integrazione del personale disabile in azienda è possibile solamente se si fanno propri, a livello di vision aziendale, i principi del design for all.


Corso di Accessibilità – Slides and more…

3 maggio, 2007

 

Slides Corso Accessibilità

Grazie a tutti per aver partecipato al corso di accessibilità, spero sia stato di vostro gradimento. Come promesso, ecco qui sopra le slides ed il link alla barra di accessibilità

 

Benvenuti anche sul Blog di K4U!
– da ora in avanti, lo useremo come piattaforma di comunicazione e socializzazione per le attività K4U

Per iniziare a creare un pò di tam tam, vi chiedo di commentare questo post con un vostro parere sul corso – molto liberamente, per esempio commentando sui relatori, o se vi è sembrato interessante il corso ma vorreste approfondire qualche argomento… anche solo chiedermi informazioni sul video mostrato alla fine… come vi pare!

Il prossimo appuntamento per l’AperiKION verrà pubblicato esclusivamente su questo blog (presto) – ed i primi 25 a iscriversi (commentando il post) saranno invitati a partecipare… il tema sarà il Web2.0 – non è molto ortodosso nè giusto, ma si tratta di un appuntamento ancora a numero chiuso per questioni logistiche e operative, come sapete meglio di me.

Per non perdere l’attimo e restare aggiornati, vi invito a sottoscrivere il feed RSS del blog – in alternativa potete anche ricevere una mail ad ogni nuovo post cliccando su (nella barra laterale).

Riassumo:

  • scaricare le slides
  • aggiungere i vostri commenti sul corso a questo post
  • tenere monitorato il blog per eventuali appuntamenti

 

Importante!

Ad oggi il contributo al blog viene da me, ma questo deve necessariamente cambiare e presto… sto cercando volenterosi co-editori che siano interessati a partecipare attivamente alla ricerca di spunti interessanti relativi a K4U (e ce ne sono infiniti) per poi condividerli con tutti. Chi fosse interessato me lo può comunicare in 2 modi: o con un commento a questo post, o scrivendomi attraverso il form alla pagina Kiontattaci

Simone

Corso di Accessibilità in KION

26 aprile, 2007

Parliamo di Accessibilità…Dopo il sucesso del corso sull’Usabilità tenuto dal professor Lodolo, K4U propone un altro momento di formazione, questa volta sul tema Accessibilità.
Il tema è caldo e necessita una maggior focalizzazione da parte di tutti, quindi anche in questa occasione vorremo di coinvolgere tutta KION (o quasi).

Le modalità sono le stesse – un ESPERTO dell’argomento che terrà il corso in 3 sessioni ripetute. La differenza è che questa volta ne avremo ben 2 di esperti, 2 tra le maggiori autorità in questo ambito nel panorama italiano (sono sicuro che qualcuno di voi li avrà già letti in qualche blog).
Il corso sarà tenuto in co-docenza da Sofia Postai (www.vocabola.it) e Luca Mascaro (www.lucamascaro.info). Sofia collabora con K4U già da diversi mesi nell’ambito delle revisione di webESSE3, mentre Luca è una persona molto attiva sul tema accessibilità/Web2.0 nei vari blog e forum Italiani e considerato uno dei Guru sul tema.
(more…)

WAI-ARIA – non una malattia, bensi una cura…

12 aprile, 2007

.. per risolvere i problemi di accessibilità e usabilità delle applicazione web dinamiche (o “ricche”) causati dalle limitazioni del (X)HTML.  Il W3C ha pubblicato una bozza per lo standard “Accessible Rich Internet Applications” (ARIA) per affrontare queste limitazioni.

 A List Apart approfondisce l’argomento con un articolo ricco di spunti integrativi e riferimenti tecnici:

Accessible Web 2.0 Applications with WAI-ARIA

 

… ops, dimenticavo –  WAI sta per Web Accessibility Initiative

 

AJAX e l’accessibilità reale per gli screen reader

11 aprile, 2007

In questo articolo Luca Mascaro integra una discussione sul tema di Accessibilità e AJAX con una propria proposta – la lettura è anche un buon punto di partenza per ripercorrere la conversazione originale sull’argomento.

LAU – Laboratorio di Accessibilità e Usabilità

6 aprile, 2007

Il LAU (Laboratorio Accessibilità e Usabilità) del CSI Piemonte fornisce strumenti, riferimenti e informazioni pratiche per prodotti web secondo gli standard e per il rispetto di tutti gli utenti.

vai al sito…

Accessibilità ed Usabilità

6 aprile, 2007

Permettere agli utenti di interagire con una pagina Web ha prodotto negli ultimi anni un notevole aumento nell’uso di script lato client: codice Javascript in grado di rispondere e manipolare in tempo reale tutta una serie di informazioni. Il Web2.0 è la massima espressione di questa capacità di interazione, dove l’utente finale – il navigatore -partecipa attivamente alla costruzione e all’evoluzione del sito Web, interagendo con esso e contribuendo personalmente.

Per realizzare questa interazione, per permettere quindi all’utente finale di aggiungere il suo contributo, sono state sviluppate una serie di tecniche che hanno modificato l’aspetto e il comportamento delle pagine Web (statiche sino ad oggi, mentre adesso simili alle tradizionali applicazioni dei Desktop) negli ultimi anni.

l prezzo che si è pagato, tuttavia, per ottenere questa nuova interazione, è stato una netta perdita di accessibilità (e spesso usabilità) del Web. Paradossalmente l’incremento delle funzionalità di interazione ha ristretto il numero degli utilizzatori che, per ragioni diverse, non possono accedere a queste nuove tecnologie!

Normalmente si utilizzano due tecniche, o due approcci, per costruire un Web davvero accessibile:

  • Graceful Degradation
  • Progressive Enhancement

Graceful degradation (decadimento parziale) e progressive enhancement (miglioramento progressivo) sono due facce della stessa medaglia. In questo contesto entrambi i concetti sono utilizzati per rendere un sito accessibile a tutti i dispositivi fornendo al tempo stesso un’estetica e un’usabilità migliori ai browser più avanzati. La differenza consiste essenzialmente nell’approccio da cui si inizia.

Per approfondire:

Graceful Degradation e Progressive Ehancement…

Accessibilità e Usabilità: unobtrusive Javascript…

Accessibilità E Web 2.0: Quale Futuro?

6 aprile, 2007

Un’ interessante riflessione sui possibili scenari che emergeranno nel tentativo di coniugare Accessibilità e le innovazioni introdotte col Web2.0

Leggi l’articolo di Robin Good…