Permettere agli utenti di interagire con una pagina Web ha prodotto negli ultimi anni un notevole aumento nell’uso di script lato client: codice Javascript in grado di rispondere e manipolare in tempo reale tutta una serie di informazioni. Il Web2.0 è la massima espressione di questa capacità di interazione, dove l’utente finale – il navigatore -partecipa attivamente alla costruzione e all’evoluzione del sito Web, interagendo con esso e contribuendo personalmente.
Per realizzare questa interazione, per permettere quindi all’utente finale di aggiungere il suo contributo, sono state sviluppate una serie di tecniche che hanno modificato l’aspetto e il comportamento delle pagine Web (statiche sino ad oggi, mentre adesso simili alle tradizionali applicazioni dei Desktop) negli ultimi anni.
l prezzo che si è pagato, tuttavia, per ottenere questa nuova interazione, è stato una netta perdita di accessibilità (e spesso usabilità) del Web. Paradossalmente l’incremento delle funzionalità di interazione ha ristretto il numero degli utilizzatori che, per ragioni diverse, non possono accedere a queste nuove tecnologie!
Normalmente si utilizzano due tecniche, o due approcci, per costruire un Web davvero accessibile:
- Graceful Degradation
- Progressive Enhancement
Graceful degradation (decadimento parziale) e progressive enhancement (miglioramento progressivo) sono due facce della stessa medaglia. In questo contesto entrambi i concetti sono utilizzati per rendere un sito accessibile a tutti i dispositivi fornendo al tempo stesso un’estetica e un’usabilità migliori ai browser più avanzati. La differenza consiste essenzialmente nell’approccio da cui si inizia.
Per approfondire:
Graceful Degradation e Progressive Ehancement…
Accessibilità e Usabilità: unobtrusive Javascript…